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22/12/2016
«Ti scrivo che ti amo»

299 lettere d’amore italiane raccolte dal critico letterario Guido Davico Bonino

«Dopo una serata tristissima e dopo una notte quasi insonne, sono uscito stamane di casa alle nove e sono andato a vedere se tra la posta di quell’ora ci fosse la lettera desiderata ed aspettata con una così terribile ansietà. Non c’era», questo l’inizio di una delle lettere che Gabriele D’Annunzio scrisse a Barbara Leoni. Questa lettera fa parte delle 299 lettere d’amore italiane che lo storico e critico letterario Guido Davico Bonino ha raccolto nel libro «Ti scrivo che ti amo». Si va da Luigi Pirandello agli eroi della Resistenza della seconda guerra mondiale, da Michelangelo Buonarroti a Pietro Aretino, dal Manzoni a Foscolo, da Garibaldi a Gramsci, passando anche per nomi meno noti ma preziosi come Andrea Calmo e Cassandra Fedele, lettere di scrittrici e scrittori ma anche di politici e partigiani, compositori, cantanti e pittori.

Le lettere del passato ci parlano d’amore in modi e toni spesso diversi dai nostri. Hanno presupposti ormai a noi sconosciuti: la distanza, il segreto, l’attesa. Per gli amanti lontani è il tentativo di mantenere vivo un legame sfidando i chilometri e i tempi lunghi delle poste; per gli amanti vicini la lettera è invece il luogo in cui si confessano le paure, i bisogni, ciò che un tempo a voce spesso non si poteva dire. Per entrambi, vicini e lontani, dilatava con dolcezza i ritmi della comunicazione e quelli propri dell’amore.

Di fronte alla pagina bianca, l’amore epistolare si concretizzava in parole capaci di tracciare ogni fase del rapporto, ogni sfumatura di un sentimento complesso e mutevole. Ci sono lettere che raccontano l’amore coniugale, a volte illuminandone le crepe in superficie; altre ci parlano di un amore che si ferma sulle soglie dell’amicizia, sublimandosi in stima e rispetto; ci sono poi quelle infiammate di passione o avvelenate dalla gelosia, quelle dolorose della rinuncia, dell’abbandono, del distacco. Ciascuna è unica e singolare, rivelatrice: il prodotto inimitabile dell’incontro di due vite.

L’autore:
Guido Davico Bonino (Torino 1938) è stato capo ufficio stampa e segretario generale della casa editrice Einaudi. Ha insegnato letteratura italiana e storia del teatro nelle università di Cagliari, Bologna e Torino (1978-2005). È stato critico teatrale de “La Stampa” (1977-1987). Ha diretto l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (2001-2003). È autore di diverse monografie, edizioni di classici italiani, traduzioni dal francese e inglese, antologie di poesia e narrativa per Einaudi, Garzanti, Mondadori, Rizzoli.

«Ti scrivo che ti amo»
Utet, pag. 602 – Euro 20,00
eBook – Euro 7,99