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24/03/2015
Perché diventare grandi?

Chi non si è mai chiesto almeno una volta tra l'infanzia e l'adolescenza: "Perché devo diventare grande, ricevere un'educazione, obbedire alle regole che la società mi impone"? In un’epoca che mitizza l’infanzia fino al parossismo, il nuovo libro Perché diventare grandi? della filosofa morale Susan Neiman esce dagli schemi e smonta tutti i luoghi comuni che sostengono l’idea diffusissima secondo la quale il processo di crescita sarebbe solo un percorso di inevitabile declino.

La studiosa, infatti, chiamando a raccolta le opere e le esperienze di pensatori antichi e moderni, da Platone a Hannah Arendt, da William Shakespeare a Jean-Jacques Rousseau, mostra come siano le esperienze fondamentali della maturazione e della vita adulta, quali l'ingresso nel mondo del lavoro, i viaggi e l'incontro con culture diverse, a permetterci di affermare noi stessi e a liberarci dalla ‘condizione di minorità’ di kantiana memoria.

Quindi, perché diventare grandi? Perché è nell’età adulta che impariamo a scegliere cosa fare delle nostre vite, a rendere reali le nostre aspirazioni, a partecipare alla società in modo più profondo e responsabile di quanto non vorrebbero coloro che esercitano il potere.

E chi sceglie di non crescere e di rimanere un eterno Peter Pan, abdica alla sua facoltà di pensare con la propria testa, rimanendo un semplice suddito e non un cittadino. Un consumatore famelico di gadget tecnologici confezionati come giocattoli, che preferisce delegare agli altri le proprie decisioni pur di non aprire gli occhi sulla realtà.