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24/07/2014
IN EDICOLA CON LIBERO ‘GRANDE GUERRA, PICCOLI GENERALI’

In occasione del centenario dell’inizio della Grande Guerra e alla vigilia del centesimo anniversario dell’entrata in guerra dell’Italia, sarà in edicola insieme al quotidiano “Libero” l’opera Grande guerra, piccoli generali, la feroce cronaca della Prima guerra mondiale scritta da Lorenzo Del Boca e pubblicata da UTET. Dal martedì alla domenica, a partire dal 25 luglio, l’opera sarà infatti distribuita gratuitamente all’interno del quotidiano in fascicoli estraibili e collezionabili, da leggere e rileggere per comprendere al meglio questa pagina importante della storia italiana e internazionale.

In quest’opera Lorenzo Del Boca, giornalista professionista, polemista e autore di libri e saggi sull’altra storia del Risorgimento e dell’Età Contemporanea, stigmatizza e denuncia i comportamenti della classe dirigente italiana alla vigilia e durante la Prima guerra mondiale, a partire dai suoi vertici militari, che, armandosi di ordini assurdi, pretesero di mandare le truppe all’assalto anche quando ogni logica l’avrebbe sconsigliato.

Alla vigilia dello scoppio del conflitto, infatti, i più immorali pensavano soltanto di ricavare dei guadagni per potersi adeguatamente arricchire. Gli idealisti, invece, credevano di offrire all’Italia l’opportunità di conquistare peso e prestigio internazionale, in modo da restituirle quel ruolo che vagheggiavano ma che, dopo i fasti della Roma dei Cesari, era rimasto incartato nei libri della storia classica. Negli ultimi dieci anni, prima di quel 1914, i soldati erano cresciuti alle direttive del generale Paolo Spingardi, ottimo oratore parlamentare e del generale Alberto Pollio, ottimo scrittore. Entrambi coltivavano il mito di Napoleone del quale leggevano con avidità biografie, recensioni, commenti strategici e valutazioni tattiche. Anche culturalmente, gli ufficiali erano rimasti con i piedi e con la testa nelle pastoie del secolo precedente. Come se il tempo fosse trascorso senza lasciare traccia. Al momento dell’entrata in guerra, poi, l’esercito italiano venne affidato a Luigi Cadorna che, se avesse ottenuto risultati proporzionali alla sua presunzione, avrebbe conquistato il globo terracqueo. I guai maggiori di chi combatteva per l’Italia, perciò, vennero dagli stessi italiani che dimostrarono di non aver maturato alcuna idea e che, tuttavia, a quel nulla, si aggrapparono con convinzioni incrollabili, provocando drammaticamente la morte di un numero imprecisato di uomini.