menù
Cerca nel sito...

ULTIME NEWS

27/01/2016
Edek e Mala: un amore nel campo di Auschwitz

Francesca Paci ricostruisce la storia vera e per troppo tempo dimenticata di due prigionieri del campo di sterminio polacco in un nuovo libro pubblicato da UTET

Si chiamavano Edward Galiński e Malka Zimetbaum, ma tutti li conoscevano semplicemente come Edek e Mala. Lui era un giovane attivista polacco di religione cattolica, mentre lei era una ragazza ebrea splendida e incredibilmente vitale. Le loro strade si incontrarono ad Aushwitz, dove entrambi furono deportati nei primissimi anni ’40, Edek in qualità di prigioniero politico e Mala per le sue origini ebraiche. Basta un solo sguardo tra le fredde mura del campo di sterminio e i due s’innamorano perdutamente.

Mala parla molte lingue e per questo viene scelta dalle SS come interprete e traduttrice negli uffici dell’amministrazione del lager, una posizione che le permette di aiutare in ogni modo le compagne di prigionia e di entrare in contatto con documenti preziosi e segretissimi che documentano il genocidio in atto. Anche Edek è una persona fuori dall’ordinario: tra i primissimi deportati di Auschwitz-Birkenau, incarcerato meno di due mesi dopo l’apertura del campo voluto da Heinrich Himmler, ha visto nascere e crescere la macchina dell’orrore, ma il suo animo non si è rassegnato davanti a queste atrocità e il giovane progetta la fuga con la sua amata nella speranza di un futuro diverso.

Il 24 giugno 1944, decisi a salvarsi dal massacro nazista e a far conoscere al mondo le atrocità di Auschwitz, Mala e Edek riescono a fuggire grazie a un ingegnoso travestimento: comprando l’aiuto di un ufficiale nazista, Edek recupera un’uniforme da SS e, con Mala vestita da prigioniero, esce dal campo esibendo un permesso falso. Ma dopo soli 13 giorni dall’evasione, i loro sogni di libertà vengo infranti: ricatturati sul confine polacco, in circostanze ancora oggi non del tutto chiare, Edek e Mala vengono riportati al campo e, dopo torture inenarrabili, affrontano stoicamente il loro tragico destino.

Una vicenda straordinaria senza nessun lieto fine, «come talvolta accade alle favole vere». Eppure, per qualche strano motivo, di loro non si è mai saputo un granché e questa storia dai tratti epici è rimasta sepolta nelle pieghe del tempo, inspiegabilmente e ingiustamente dimenticata. Ma grazie ad un paziente lavoro di ricerca tra le fonti attinte dall’archivio del museo statale di Auschwitz, documenti dell’epoca e testimonianze dirette dei pochi sopravvissuti, la giornalista e scrittrice Francesca Paci la riporta oggi alla luce nel suo saggio storico Un amore ad Auschwitz, pubblicato in cartaceo e eBook da UTET proprio in occasione della giornata della memoria.

Per non dimenticare.