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30/11/2016
Avventura nell’Artico

Conan Doyle prima di Sherlock Holmes: il diario segreto delle sue avventure sulla baleniera Hope

Generalmente quando sentiamo il nome di sir Arthur Conan Doyle c’è solo una cosa che ci viene in mente: Sherlock Holmes. Ma vi siete mai chiesti quale fosse la vita del papà del detective più famoso di sempre prima che pubblicasse Uno studio in rosso?

Secondo di dieci figli di una famiglia non particolarmente abbiente, il giovane Arthur Conan Doyle nacque a Edimburgo nel maggio del 1859. Poco più che adolescente si iscrisse alla facoltà di Medicina, ma tra le sue passioni più grandi c’erano già la scrittura e la lettura dei grandi autori, tra cui l’americano Edgar Allan Poe.

Forse suggestionato proprio da uno dei romanzi di quest’ultimo, il Le avventure di Gordon Pym, o forse fatalmente attratto dalla prospettiva di un’avventura fuori dal comune, non ci pensò due volte quando quasi per caso gli proposero di entrare a fare parte dell’equipaggio della baleniera Hope, in partenza nel febbraio del 1880 per i ghiacci dell’Artico, come medico di bordo.

Tra i suoi compiti, oltre alla cura dei compagni, la redazione di un bollettino giornaliero, che il poco più che ventenne Arthur trasformerà in un diario di viaggio, ricco di riflessioni, annotazioni, ritratti dei compagni di bordo e molto altro, quasi un romanzo di formazione autobiografico, che nella prosa scorrevole rivela già l’incredibile talento del futuro autore delle avventure di Sherlock Holmes.

Ed è proprio questo diario, rimasto inedito per oltre un secolo, che UTET ci ripropone con il suo ultimo titolo: Avventura nell’Artico, un libro dalla doppia anima che ricostruisce sì la prassi della caccia alle balene, la quotidiana lotta per la sopravvivenza dei marinai e l’interesse crescente per il mito dell’Artico, ancora tutto da conquistare, ma che è anche un’opera già dal sapore letterario, fonte d’ispirazione per i romanzi e i racconti che verranno.

E al racconto di cacce sanguinose, animali feroci, esplorazioni, tempeste e comiche disavventure l’autore aggiunge minuziose illustrazioni: disegna barche, marinai, balene, orsi polari, panorami e tramonti tracciati a colori nei momenti di tranquillità, cullato dal rollio placido della nave. Un vero e proprio scrigno di immagini e suggestioni.